Santuario Madonna dell'Ambro


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Concerto fine estate

Voce del Santuario > 2013

Nella memoria di Giuseppe Conti (1896-1972) la corale “Madonna dell’Ambro” giovedì 30 agosto 2012 ha offerto il tradizionale concerto di omaggio a Maria: ha preceduto in questo, di pochi giorni, il dono delle canestrelle anch’esso ringraziamento alla Madre dei sibillini per i raccolti dell’estate. La corale, magistralmente diretta dal maestro Sandro Barchetta, ha eseguito pezzi sia classici che moderni. Si sono distinte particolarmente le soprano per la voce, la preparazione e l’interpretazione: promettono bene a condizione di ancora ore di studio. Un mazzo di fiori è stato offerto alla presidentessa Barelli Cristina per la capacità e l’impegno profuso nei più di 12 anni di vita della corale.
Se la musica e il canto sacro sono un filo invisibile che ci unisce a Dio, il nostro ringraziamento va a tutti i componenti della corale Madonna dell’Ambro che ogni domenica, con spirito di sacrificio, ci fanno gustare le bellezze celesti.
Erano presenti al concerto tra il pubblico accorso, il figlio di Giuseppe Conti, Pio e la sua consorte Rita Del Bianco, Francesco, i nipoti Edoardo, Luigino ed Enzo tutti di Roma.

Giuseppe, sepolto nel cimitero di Amandola accanto al figlio Carlo, è stato ricordato nel concerto per i lavori eseguiti in ferro e in legno al santuario negli anni trenta. L’allora rettore Padre Luigi da Monterado, sacerdote dalle iniziative ardite e coraggiose, lo chiamò a rendere il santuario più attraente dal punto di vista artistico. In tutto il territorio dell’entroterra fermano, Conti era l’artigiano più conosciuto e apprezzato. Di spirito creativo, dalle mani d’oro, di rara intelligenza pratica, sapeva organizzare nei particolari ogni lavoro artigianale. Meccanico e falegname rinomato, era soprattutto un fabbro ricercato: fanno fede le varie croci in ferro lavorato issate ovunque nel territorio, secondo tradizione, come segno e ricordo di una predicazione di missione popolare.

Originario di San Lorenzo di Montefalcone Appennino, visse molti anni a san Martino al Faggio di Smerillo: emigrò negli anni 60 con tutta la famiglia a Roma. La corale gli ha dedicato l’Ave Maria di Gounod, splendidamente interpretata da Sabrina, perchè nel 1931 fu lui che mise a punto la cappella con lavori di pregio in legno ove fu collocato l’organo della ditta Tamburini di Cremona. Il bel e appezzato suono liturgico è frutto anche della sua perizia di falegname. I lavori in ferro battuto dell’abside e della cappella della Madonna sono frutto delle sue esperte mani.

Un ringraziamento particolare va a Conti Pio, il figlio, per la sua gradita presenza con amici e familiari, per la cena offerta a tutta la corale a base di pizza e di bucatini alla matriciana e per averci dato occasione di far conoscere e ricordare un benefattore e un artista del santuario. E’ bene ricordare che Pio è stato un tecnico aeronautico dell’alitalia, e fu il responsabile dell’aereo che portò Paolo VI a Gerusalemme per l’incontro con Atenagora. Fu il primo viaggio in aereo di un papa! Un vero primato!

Giuseppe Conti

ogni anno la soprano della Fenice di Venezia, Braconi Anna Maria, ci viene a trovare

il segno lasciato da Conti sull'opera in ferro nell'abside del santuario

la famiglia Conti con la corale


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