Santuario Madonna dell'Ambro


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I carcerati

Voce del Santuario > 2013

«QUANDO andavamo al catechismo ha detto il rettore abbiamo imparato a memoria le sette opere di misericordia corporali. Tra queste, lasciata purtroppo sempre nel dimenticatoio, vi era anche quella di visitare i carcerati. Con le leggi di oggi è pressoché impossibile adempiere quest'impegno evangelico. Qualcuno allora ha pensato che sarebbe opportuno invitare i carcerati in qualche sede per un momento di incontro e di solidarietà».

il rettore accoglie le guardie carcerarie e la direttrice Lucia Di Feliciantonio

Chi nella mattinata di sabato 14 maggio passava dalle parti dell’Ambro poteva vederli, un insolito gruppo di 'forestali e operatori ecologici' intenti a ripuil parco da immondizia, tagliaarbusti, raccogliere carta, mettepietre sull'argine del fiume... Erano alcuni detenuti del carcere di Madel Tronto, convocati dal retdel santuario dell'Ambro, fra Gianfranco Priori, e accompagnada uomini in divisa e qualche fraticello.«E' importante affermare che queproposta — ha detto l'avvocaFrancesco Ciabattoni a nome dell'Associazione Fare — sopratora che le carceri sono soI momenti sociali dei detenuti sono problematici e critie quelli aggregativi sono all'indella conflittualità, con gracomplicazioni di tipo psicologiC'è la necessità di un recupero di energie e di risorse per i lavori socialmente utili negli ambiti sociali di ausilio a coloro che già vi operano. Vogliamo che questo progetto si attui in campo nazioe che tale iniziativa all’Amsuperata positivamente la fadi sperimentazione, coinvolga il prossimo anno tutte le autorità politiche ed amministrative, Midella Giustizia compreso».
Soddisfatto anche il sindadi Montefortino, Domenico Ciaffaroni, auspicando che, presto o tardi, arriverà anche una redi questa iniziativa all'insedella solidarietà e della socialità dei carcerati.


In tanti sono stati quelli che sono arrivati sulle rive dell'Ambro per portare doni e alimenti che poi sarebbero andati a costituire il pranpreparato dalla Pro Loco. Ed è proprio mangiando che è emerso come ognuno abbia una storia da raccontare, un sogno nel cassetto, un desiderio da esaudire. Tra le tante voci si sente anche qualche «Era ora», sintetizzando così un'esperienza che restituisce dignità ai detenuti e che aiuta quello che in futuro sarà il reinsenella società. La direttrice del supercarLucia Di Feliciantonio, si è dichiarata anche lei entusiasta dell'iniziativa promossa, che pur essendo un momento che richiepreparazione ed estrema caute«si inserisce — ha detto — nel progetto della costituzione italiache mira al recupero dei dete». La Di Feliciantonio ha espresso anche la sua grande gioia per aver rivisto il frate cappucciPadre Gianfranco Priori, in ar'frate mago' noto al pubblico teda Lei già incontrato in diiniziative di solidarietà e all'interno dello stesso supercarcestesso dove aveva incantato i decon la sua arte. Ci si è salutati auspicando un appuntamento anche dentro il supercarcere dove tramite l’incontro potranno nascere cammini di condivisione e solidarietà

Dal Resto del Carlino domenica 15 maggio 2011



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