Santuario Madonna dell'Ambro


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Il frate muratore

Voce del Santuario > 2014

Non un eroe o un mito dei nostri tempi ma come dice lui "un semplice frate muratore" al servizio di Dio. Padre Pietro a causa di malore ricoverato in Ancona.

Apprensione per le sorti di padre Pietro Lavini, conosciuto da tutti come il frate eremita. Il frate è stato colto da un malore la mattina del 19 novembre mentre si trovava nell'eremo di San Leonardo, fra i monti Sibillini. Eremo che nel corso degli anni è riuscito a costruire con le sue mani e che è un punto di riferimento per i fedeli e gli amanti delle escursioni alle Gole dell'Infernaccio. Il frate sarebbe stato colto da un sospetto ictus ed è stato soccorso con l'eliambulanza.

Padre Pietro il sorriso

San Leonado

Al momento dell'arrivo dei soccorsi era vigile. Da sempre una figura di riferimento per i tanti pellegrini e appassionati di montagna che spesso vanno a trovarlo nell'eremo di San Leonardo, immerso nel cuore dei Sibillini, passando per la Gola dell'Infernaccio. La notizia del malore dell'eremita si è subito diffusa con il passaparola. Padre Pietro, sarebbe stato colto da un presunto ictus ed è stato trasportato all'ospedale Torrette di Ancona dove si trova ricoverato. Il frate eremita, amato da migliaia di persone del territorio e non solo, sarebbe rimasto sempre cosciente durante i soccorsi ed ora è affidato alle cure mediche.
Un'esperienza di fede unica quella di Padre Pietro, che ha anche raccontato nel suo libro “Lassù sui monti” . Proprio dove sorgeva l'antico monastero di San Leonardo, Padre Pietro ha costruito il suo eremo. Padre Pietro racconta di aver scritto "Lassù sui monti..." nei ritagli di tempo tra il lavoro e la preghiera, nel silenzio delle notti trascorse a San Leonardo.
Il libro ha preso via via anima e forza, proprio come il monastero che sorge sullo scenario un pò magico dei picchi della Sibilla. Tutto il territorio fermano e non solo è vicino al frate eremita.

Chi è Padre Pietro Lavini

Padre Pietro Lavini, al secolo Armando Girio (quest’ultimo patrono di Potenza Picena), nasce a Potenza Picena il 7 luglio 1927 in n. 379, da Nazzareno, cordaio, e da Palmina Gentilina Reucci, casalinga. Terzo di quattro fratelli, tra cui Anna, Cesare Augusto, anche lui frate dell’Ordine dei Cappuccini con il nome di Isidoro, e Armanda. Il padre Nazzareno, come tanti abitanti di Potenza Picena, ha conosciuto l’esperienza dell’emigrazione in Argentina. La prima volta che è emigrato è stato nel 1909 all’età di 20 anni. Dopo la sua infanzia trascorsa a Potenza Picena, dove frequenta le prime classi della scuola elementare con la maestra Maria Vittoria Spagnoli di Loreto, insieme ai compagni di classe tra cui sono,ancora viventi Lucio Pastocchi, Adriano Ceccotti, Nicola Rinaldelli, e Mario (Nando) Scataglini, i genitori, molto religiosi, lo mandano nel seminario dei frati Cappuccini di Fermo all’età di 9 anni.

Padre Pietro

A 25 anni ha celebrato la sua prima Messa a Loreto ed ha iniziato a svolgere la missione religiosa sacerdotale nell’ordine dei frati Cappuccini nel Santuario della Madonna dell’Ambro sui Monti Sibillini. Senza trascurare la sua vera missione ha creato opere murarie in vari conventi d’Italia e nelle missioni in Africa. Nel 1971 inizia la ricostruzione del Monastero Benedettino di S. Leonardo sui Monti Sibillini, nel territorio del comune di MonteFortino, sopra la gola dell’Infernaccio. La proprietà era dei fratelli Leonardo ed Elena Albertini di Roma, figli del Senatore e già direttore del Corriere della Sera di Milano Luigi Albertini, i quali hanno ceduto gratuitamente sia il terreno che i resti del Monastero Benedettino di S. Leonardo, e padre Pietro Lavini ha fatto intestare il tutto alle Suore Benedettine del Monastero di S. Vittoria in Matenano. Dell’antico Monastero Benedettino di S. Leonardo restavano solo ruderi della Chiesa e un’arcata del complesso monastico. I lavori sono proseguiti ininterrottamente, salvo brevi pause, per oltre 40 anni grazie solo all’opera materiale e alla grande fede religiosa di padre Pietro Lavini, che si è meritato per questo l’appellativo di “muratore di Dio” (usato la prima volta in una intervista rilasciata a Famiglia Cristiana del 18/12/2005 a cura di Maria Pia Bonanata), per aver riportato alla luce dopo anni uno dei “gioielli più antichi e più belli del nostro passato a maggiore gloria di Dio”. Padre Pietro per questa impresa si considera invece il “capomastro di Dio” che ha solo messo in pratica il progetto dell’impresario architetto nostro Signore. Probabilmente deve questa sua attitudine manuale edilizia alla sua città di nascita, appunto Potenza Picena, famosa per i suoi muratori e manovali, dove i suoi abitanti vengono anche chiamati “carginelli” (dalla calce che si usa nei cantieri edili). Nel passato era addirittura presente sia una Lega dei Muratori e Manovali che una Società dei Muratori, che avevano anche una fanfara musicale. I muratori di Potenza Picena erano richiesti anche all’estero, in particolare molti sono emigrati in Argentina, ed ultimamente anche in Francia, oltre che sono intervenuti anche a ricostruire città distrutte dai terremoti, come è avvenuto nel 1930 a Senigallia. Inoltre padre Pietro Lavini per la sua professione religiosa, oltre che alle influenze famigliari, risentiva molto del clima favorevole della comunità di Potenza Picena, l’antica Monte Santo, dove la presenza di Monasteri, Conventi e Chiese era notevole. Infatti in un censimento del 1883 risultavano addirittura 28 tra Chiese, Oratori e Cappelline private, vi erano le tre comunità francescane (Cappuccini, Conventuali e Minori Riformati), gli Agostiniani e nel passato anche i gesuiti, le Clarisse, le Benedettine, le Suore dell’Addolorata, 4 Parrocchie, S. Stefano, S. Girio, S. Giacomo (la Parrocchia dove è nato padre Pietro) e, dal 1899, S. Anna al Porto, e la nostra comunità ha saputo esprimere nei secoli tanti uomini di fede, compresi Cardinali e Vescovi. Questa è la realtà dove è cresciuto e maturato padre Pietro Lavini, ed oggi Potenza Picena deve essere orgogliosa dell’opera di questo suo figlio illustre, conosciuto in tutt’Italia e nel mondo intero.

Nel 1998 padre Pietro Lavini ha raccontato l’esperienza della ricostruzione del Monastero Benedettino di in un libro “Lassù sui monti…”, stampato dalla Tipografia Tacconi di Ascoli Picena ed edito dalla Casa Editrice Truentina.

Il religioso gode di larga popolarità (ospite anche in Tv ai “Fatti vostri”) ed è benvoluto da tutti, o quasi. Qualcuno gli invidia il grandioso tesoro che avrebbe trovato durante la ricostruzione del monastero. Si tratta una monetina aurea con l’incoronazione di Carlo Magno imperatore del Sacro Romano Impero. Qualche altro gli rimprovera di aver edificato alterando l’architettura dell’antico Monastero. Ma è opinione diffusa che senza p. Pietro, S. Leonardo oggi, anziché meta di 30.000 visitatori l’anno, sarebbe un luogo dimenticato da tutti, un cumulo di pietre sepolte dai rovi.


l'eliambulanza

la partenza

il volo

Bruno l'amico più caro

gli amici

i ceri

il motocoltivatore

la ricostruzione nella sibilla

le pisciarelle


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