Santuario Madonna dell'Ambro


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Paolo Brosio

Voce del Santuario > 2013

Organizzato da un gruppo che prende ispirazione dalla spiritualità di Santa Faustina Kowascha (1905 – 1938) apostola del Dio ricco di misericordia, si è tenuto nella chiesa del Beato Antonio di Amandola domenica 7 novembre l’incontro con il noto attore Paolo Brosio, in concomitanza con la fiera del tartufo bianco, prodotto tipico dei sibillini e vanto di tutto il territorio montano. Si sono uniti all’iniziativa il sindaco Giulio Saccuti, il gruppo Avis dei sibillini ed altri volontari che hanno messo a disposizione tempo e denaro. “Perché non andiamo anche noi a Medjugorje”, “desideriamo qualcuno che ci insegni a pregare”, “Paolo Brosio non ha fatto l’attore…ha parlato secondo il suo cuore”, “è stato tutto bello” “se fosse durato altre due ore saremmo stati tutti in piedi ad ascoltarlo”: questi sono alcuni dei commenti della gente che numerosissima è accorsa per ascoltare dal vivo la testimonianza fresca e frizzante di un personaggio volto noto in tv che sta facendo parlare di sé soprattutto in questi tempi dopo l’esperienza della conversione vissuta a Medjugorje.

Paolo Brosio

con Vincenzo Varagona del TG3

La preghiera
Se “pregare e avere fede in Dio allunga la vita e fa bene alla salute” come è scritto sul “corriere della sera”, Paolo Brosio ha parlato nella sua lunga esposizione durata più di un’ora e mezza, di un’esperienza spirituale che lo ha fatto risorgere da nulla e che gli ha dato vita nella depressione e nella malattia. Ha detto che “la preghiera è un autentico analgesico per il dolore e con un’Ave Maria in 16 secondi ho guarito l’anima e la mia vita”. “Ho fede in Dio, ha proseguito, sono ancora vivo grazie a Lui. La Sua vicinanza mi sta rendendo più forte e tranquillo”. Le parole erano accompagnate talvolta dalle lacrime nei momenti del ricordo del padre e della Madonna. Ha messo all’indice le parole successo, superbia, lussuria, invidia, soldi, egoismo, potere ecc… "solo il Signore deve riempire il nostro cuore!” ha urlato ai presenti che sbigottiti, e ammutoliti pian piano se ne sono usciti dalla chiesa quasi battendosi il petto. Una testimonianza la sua che resterà indelebile nel ricordo di coloro che hanno avuto la fortuna di parteciparvi.

Chi è Paolo Brosio
Da tutti è conosciuto per la sua simpatia, trasparenza, naturalezza, sorriso misto ad una sana ironia e comunicazione talvolta esplosiva. Personaggio televisivo multiforme ed adattabile a diverse situazioni, è ricercato per il suo tipico modo di proporsi. Originario di Asti risiede in Versilia a Forte dei Marmi. Ha coltivato la passione per il giornalismo nella redazione di diverse testate. Ha cominciato la carriera televisiva in Fininvest come inviato speciale della prima edizione di “StudioAperto” su Italia 1 e poi è passato con Emilio Fede al Tg4. Sono seguite le partecipazioni a vari programmi televisivi: “Quelli che il calcio”, “Sanremo Notte”, “Domenica In”, “Linea Verde”, “L’Isola dei Famosi”, “Stranamore”, i commenti su “Controcampo” e un programma di successo sul Giro d’Italia: “Un uomo solo al comando” percorrendo in bicicletta gli ultimi 60 chilometri di ogni tappa del giro d’Italia.

Ha aggiunto notorietà con la pubblicazione del libro “A un passo dal baratro” (Piemme). Un successo editoriale impensabile: oltre 200.000 copie! A Medjugorje la vita di Paolo Brosio ha avuto una svolta inaspettata e sconvolgente, che ha radicalmente cambiato il suo modo di essere. Sulla collina delle apparizioni di Medjugorje la Madonna della Pace ha abbracciato la sua esistenza, facendogli vivere l’esperienza della conversione, della misericordia e della tenerezza di Dio. Da questa esperienza è nato in lui il forte desiderio di narrare l’incontro e di condividere la gioia di sentirsi amato dal Cielo. Ha cominciato così a tenere incontri pubblici, a fare presentazioni del suo libro e soprattutto a contagiare di fede chiunque venisse in suo contatto. Nel paesino di Amandola, all’interno della testimonianza proposta, ha presentato la sua quarta fatica editoriale “Profumo di lavanda” che non è altro che il racconto della sua vita in questi ultimi tempi.

Zaccheo
A me piace leggere la parabola esistenziale di Brosio nella filigrana dell'episodio evangelico di Zaccheo. Anche lì c'è il miracolo del trasformare un peccatore in discepolo e testimone. È il miracolo della conversione. Questo miracolo comincia con uno sguardo, con sguardo del Dio "amante della vita". Non è Zaccheo alla ricerca di Gesù; è Gesù alla ricerca di Zaccheo; e quando Gesù cerca, trova. "Oggi io devo fermarmi a casa tua". "Io devo". Gesù guarda con simpatia Zaccheo, rannicchiato tra i rami, e lo invita a scendere "Scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua". "Oggi la salvezza è entrata in questa casa". La salvezza coincide con una totale e sincera conversione: Zaccheo alla presenza del Cristo, fa un attento e puntuale esame della sua vita, riconosce i propri errori, si mostra sinceramente pentito, li dichiara in una pubblica confessione alla presenza del Signore, si impegna concretamente a riparare per il maltolto e si rende disponibile a dare ai poveri la metà dei suoi averi. Il vero protagonista della storia è però ancora una volta lo stesso Signore: è lui che prende l'iniziativa, lui si autoinvita a casa di Zaccheo, è lui l'autore principale che lo induce alla confessione e alla conversione. Brosio a 50 anni, al giro di boa della vita, nell'incontro col Dio che lo cercava, avendolo incontrato tramite la Madre Maria, si è convertito, ha fatto una svolta ad U. Anche lui si è pentito e ha dato i suoi beni ai poveri. Per questo tutti i doni che passano nelle sue mani sono investiti in iniziative di solidarietà. Anche i proventi della vendita dei suoi libri sono destinati ad un orfanotrofio in Bosnia ed a strutture di accoglienza in Africa. La carità, come per Zaccheo, è il segno distintivo della sincera conversione.

al santuario della Madonna dell'Ambro

Prima dell'incontro ha partecipato all'eucarestia nel santuario chiedendo al termine una benedizione speciale per la famiglia e i suoi collaboratori. Il giorno dopo, lunedì, prima di partire per altre città avendo un calendario fitto di incontri, è tornato a Lambro per pregare e vivere l'esperienza della solitudine. "Verrò di nuovo a trovarvi, ha detto, e presto perché a volte devo staccare i fili…e questo è uno dei posti più belli che abbia visto per rinfrancarmi nello spirito. Chiedo ai frati una stanza per vivere l'esperienza del deserto e del silenzio". Certi di un nuovo incontro nella pace dei nostri monti, ringraziamo il Signore per la giornata donataci: immersi nei sapori dei tartufi bianchi abbiamo avuto l'occasione di gustare la gioia di Dio per una pecorella ritrovata e messa sulle sue spalle. E' vero i sapori buoni e costosi vengono dal profondo (diamanti d'autunno) come profonda e preziosa è stata la testimonianza di Paolo.

PARROCCHIA DI VITTORIA APUANA
PARR. SAN FRANCESCO

PADRE DOMENICO


con il nostro maestro di coro

Il libro

i sindaci di Amandola e Comunanza


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