Santuario Madonna dell'Ambro


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Un Presepe IL SANTUARIO NELLA GROTTA

Voce del Santuario > 2014

UN PRESEPE DIVERSO: IL SANTUARIO NELLA GROTTA
Domenica 19 gennaio. Nell’entrare in chiesa si è colpiti da una strana grotta posta davanti all’altare: si tratta di un presepe unico nel suo genere che si è voluto mostrare ai pellegrini facente parte di una rassegna di opere natalizie messe in mostra annualmente a Monsampietro Morico. L’artista, il giovane Buccolini Andrea di Porto Sant’Elpidio, amante della montagna e solerte visitatore dei sibillini e del santuario, ha voluto raccontare il suo natale: “nella grotta incontro il Bambino Gesù…e Maria me lo mette in braccio ogniqualvolta entro nella cappella dedicata all’apparizione”. E’ un’idea originale tramite la quale riusciamo a comprendere come per molti cristiani l’esperienza del santuario, e particolarmente quello della Madonna dell’Ambro, sia un momento di rinascita della fede, un’autentica esperienza del mistero dell’incarnazione e un vero incontro con il figlio di Maria. Emerge l’idea di noi viandanti che siamo pellegrini nelle grotte oscure, e troviamo luce nella visita ad un luogo santo. La realizzazione di questo momento è stato possibile per l’impegno del sindaco di Monsampietro Morico, Romina Gualtieri, che oltre ad organizzare l’evento nel suo paese si è premurata di farlo portare nella nostra chiesa. Grazie di cuore!

DIO E’ MASCHILE E FEMMINILE

Oggi c’è un presepe originale all’Ambro. Il nostro santuario…nella piccola grotta di Betlemme. L’artista viene dal mare. E’ un presepe simbolico, tutto da decifrare. L’anima parla per simboli, e i simboli sono le parole di Dio. Gli esperti di questo antico e misterioso linguaggio dicono che, quando un contenuto importante per la collettività è pronto, emerge nei sogni, nella poesia, nelle realizzazioni creative ed artistiche.
Cosa allora sta arrivando fino a noi dalle onde del mare? La grotta è da sempre simbolo del percorso che l’uomo fa per raggiungere il suo centro. Il mare rappresenta la maestosità dell’universo che ci circonda. Il santuario è il luogo santo per eccellenza. La grotta è anche il contenitore concavo, materno, femminile, mentre il santuario, elemento maschile, è il cuore, il tesoro contenuto nello spazio più nascosto della grotta – utero – madre. E’ rappresentata l’essenza stessa di Dio, femminile – materna e maschile – paterna, che partorisce il frutto santo, la luce del mondo, la forza che si espande e tocca tutta la terra vicina, i monti, i boschi…fino a raggiungere le vallate davanti al mare.
Come il fiume che ha rotto gli argini, come la forza impetuosa della natura che ha fatto franare la terra, così arriva il figlio di Dio: il piccolo Gesù, il piccolo nato da Maria, rompe gli argini dei cuori induriti dalla fede di facciata. Apre nuovi varchi e nuovi percorsi anche tra vecchie pareti indurite nella sua chiesa, e come forza dirompente, come chiesa rinnovata, sulle orme di Francesco, bagna il territorio e si espande fino alle pendici dei monti e alle rive del mare.
Lì nella grotta, c’è l’essenziale. Ma dov’è il resto del presepe? Dove sono i pastori, i magi, la stella? Forse il luogo santo che ha partorito Gesù attende me, te, come umili pastori che si destano dal sonno e si avvicinano stupiti alla grotta…attende anche quelli che arrivano al santuario, talvolta increduli e dubbiosi, ma spinti da un desiderio…nuovi magi d’oriente, attratti da una luce che guida.
Forse il luogo santo attende tutti. E’ la chiesa di Dio nascosta nella grotta: non chiesa di fuori, ma chiesa di dentro: silenziosa, umile, semplice, essenziale…come la grotta.
E’ la chiesa di Gesù, è la chiesa di Francesco, lì c’è il mistero!. Quando entreremo nella grotta, contempleremo il mistero in assoluto silenzio.
misa


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