Santuario
Madonna dell'Ambro

Convento Ambro

0736 859115

Convento Amandola

0736 847476

Rettore

339 199 0303

Montefortino (FM)

Italy

© Santuario Madonna dell'Ambro

I frati cappuccini

La speranza non delude

Pace e Bene! Con le parole di saluto scaturite dal cuore di san Francesco, desidero - anche a nome dei miei confratelli cappuccini – accogliervi nel santuario dove la Vergine dell’Ambro è invocata con il titolo di Regina dei sibillini. Dall’anno 1000 numerosissimi sono stati i fedeli che sono accorsi in questo luogo per impetrare grazie celesti in forza della mediazione di Maria. Anche voi, ora, fate parte di questo stuolo di fedeli che si affidano al materno amore della Vergine Madre. Ma non è alla Madonna che si conclude il vostro pellegrinaggio. Essa infatti è il penultimo gradino, Colei che ci accoglie e ci conduce verso il frutto del suo grembo: Gesù! Se ci soffermeremo in atteggiamento di fede e di amorevole preghiera, sentiremo la sua dolce voce che ci sussurra: «Fate quello che Gesù vi dirà». Vi auguro che tali Voci sovrastino ogni altra voce che vi turba e spinge allo sconforto. E come Maria, dopo l'annuncio dell'angelo si mise in cammino verso l'anziana parente Elisabetta, così voi ricercatori di Dio, dopo la sosta di due anni a causa del terremoto e la chiusura della chiesa, in questo 2018 vi rimetterete in cammino verso la casa della Madre che dai sibillini fa scorrere acqua sorgiva di vita. L’augurio è quello di rivedere la chiesa piena, la cappella infiorata a festa e il sorriso sul volto di coloro che hanno sofferto…a causa dell’evento sismico. Amici la strada il salita conosce un momento pianeggiante…Avanti con fiducia! 

Vi aspetto!

Fra Gianfranco Priori

Rettore Santuario Madonna dell'Ambro 

La Storia

Nei primi giorni dell'anno 1525 un semplice frate minore, Matteo da Bascio, nottetempo e senza alcun permesso dei superiori, lasciava il suo convento di Montefalcone (diocesi di Fermo) per recarsi a Roma dal Papa. Voleva ottenere dal Pontefice il permesso di vivere la Regola secondo il più stretto ideale francescano. 
Matteo sapeva di non essere il primo a compiere un gesto del genere ed era cosciente delle difficoltà e delle persecuzioni che avrebbe dovuto subire. Pochi mesi dopo seguono il suo esempio anche i due fratelli Ludovico e Raffaele Tenaglia di Fossombrone. Dopo varie peripezie i fuggiaschi trovano accoglienza nel territorio di Camerino, dove, grazie all'interessamento della duchessa Caterina Cybo, nipote del papa Clemente VII, ottengono la bolla "Religionis Zelus". Questo documento segnò l'inizio ufficiale della riforma cappuccina e diede la possibilità ad un gran numero di frati di realizzare l'ideale francescano secondo le loro più autentiche aspirazioni. 
La riforma incontrò subito l'accoglienza anche di alcuni frati colti dell'Osservanza francescana che con la loro autorevole presenza ne assicurarono la vita e ne garantirono la diffusione nonostante le difficoltà. Già nel 1535 i Cappuccini si erano diffusi anche nel Veneto e in Lombardia e avevano raggiunto il numero di cinquecento. Era necessario dare al nuovo Ordine un assetto definitivo. Ciò avvenne nel capitolo generale del 1535-1536, convocato a Roma, nel convento di Sant'Eufemia. Le nuove Costituzioni si pronunciarono subito per una osservanza, la più perfetta possibile, riguardo a ciò che Francesco desiderava e voleva per il suo Ordine. Per questo esse ricercarono le intenzioni del fondatore non solo nella regola ma anche negli esempi della sua vita, nella dottrina contenuta nei suoi scritti e soprattutto nel "Testamento", ultima espressione della sua volontà e del suo ideale evangelico. 

La riforma si diffonde rapidamente. A soli dieci anni dai primi passi i frati sono circa 700, divisi in dodici province religiose. Dopo cinquant'anni, solo in Italia, si contano già 3500 religiosi in 18 provincie e 300 conventi. I tratti caratteristici che favoriscono la rapida diffusione dei cappuccini: povertà estrema ed austerità, solitudine contemplativa e presenza in mezzo al popolo in ogni necessità. Lo stesso aspetto esterno fu motivo di ammirazione e di ispirazione. La loro principale forma di apostolato era la predicazione, coscienti che l'annuncio della Parola di Dio, ad esempio di Cristo è uno dei più degni, utili, alti e divini uffici che siano nella Chiesa di Dio. Questa predicazione semplice, popolare, evangelica, aderente ai bisogni del popolo e lontana dagli artifici letterari suscitò ovunque un entusiasmo indescrivibile.
Con la predicazione, i Cappuccini diffusero pratiche devozionali ed importanti opere sociali fondando associazioni, confraternite e sodalizi con finalità benefiche e assistenziali. Molto efficace contro l'eresia protestante fu l'abbinamento della sapiente dottrina e della autentica testimonianza di vita. Pagine memorabili furono scritte anche nelle missioni: tanto in Africa che in Asia e nelle Americhe. Nonostante questa fervida attività, l'impegno di perfezione evangelica rimase sempre fondamentale dando frutti di santità anche ufficialmente riconosciuta. Si contano a decine i santi elevati agli onori degli altari, mentre centinaia sono ancora affidati al giudizio della Chiesa, tanto che nessuna congregazione ha tanti processi di canonizzazione in corso come l'Ordine Cappuccino. Tutto questo attirò sempre l'ammirazione dei fedeli e particolarmente del popolo umile che li ebbe sempre vicini come amici e consiglieri spirituali al punto che i Cappuccini divennero per antonomasia " i frati del popolo ". 

Padre Pietro Lavini

Domenica 9 agosto 2015 alle ore 9.30 Padre Pietro Lavini ha lasciato questo mondo per il Regno dove "né tignola né ruggine consumano" (Mt 6,20). Era ospite della struttura RSA di Amandola dopo i ricoveri in Ancona e Porto Potenza Picena. Dal giorno fatale in cui fu colpito da ischemia celebrale, giovedì 20 novembre 2014, non si è più ripreso malgrado alcuni segni positivi nella prima fase della malattia. Era il 24 maggio 1971 quando iniziò la sua avventura. Lasciata la comunità del Santuario dell’Ambro, accettò i rischi di una scelta che a tutti sembrava irrealizzabile: vivere nella solitudine e ricostruire l’antico eremo di San Leonardo. La sua scelta è stata una risposta generosa e fedele allo Spirito, tanto da diventare per tutti “il muratore di Dio”. E ci son voluti decenni di duro lavoro e sacrificio e una testardaggine evangelica per l’impresa: quintali e quintali di ferro e cemento trasportati prima con una carriola poi sui muli su un aspro sentiero, in silenzio. Il sogno è divenuto realtà con la consacrazione della chiesa il 17 settembre del 2000 da parte dell’Arcivescovo di Fermo Mons. Franceschetti e con l’inaugurazione del campanile al suono della campana nel 2007.  Il funerale si è celebrato il giorno 11 agosto 2015 sul sagrato del Santuario dell’Ambro alla presenza delle autorità della Regione, della Provincia, dei Comuni dei sibillini e di tanta gente venuta da ogni dove.  “L’essere muratore di Dio non gli ha fatto mai dimenticare la sua vera missione a cui era stato chiamato: sacerdote di Dio e del suo popolo”. L’interesse per la pietra non lo ha mai distolto dal servizio alle pietre vive! L’incontro, la parola, l’eucarestia, la riconciliazione, il conforto erano gli strumenti per la rinascita spirituale degli uomini. Quanta gente “lontana” ha incontrato lassù, in ogni stagione, anche in quella invernale! Quanti cercatori d’infinito sono passati a san Leonardo! Gente di tutte le estrazioni sociali e religiose. Anche coloro che avevano tagliato i ponti con le parrocchie hanno trovato in lui un interlocutore accogliente. Non era un grande oratore: giusto qualche parola e brevi discorsi che andavano all’essenziale, ma nutriti di esperienza e di preghiera. Soprattutto i giovani erano colpiti dall’immediatezza e dalla semplicità: e per loro era più che sufficiente! La povertà, il silenzio e il lavoro hanno fatto breccia nel cuore di tanti perché parole rare nel nostro mondo. Padre Pietro ha ridato al mondo, con le sue sole mani, un luogo di spiritualità: San Leonardo!

La corale

La Corale, intitolata "Corale Madonna dell'Ambro", ha circa 15 anni di vita ed è sorta con il preciso intento di lodare la Vergine Maria animando il servizio liturgico domenicale e festivo nel Santuario. E' composta da 27 elementi più il direttore. Nella sua attività ha accompagnato la liturgia, con il sacro canto sacro e gregoriano, alcuni importanti santuari italiani. Ha inoltre partecipato a tre rassegne musicali indette dall'Assessorato alla Cultura presso la Prov. Di Ascoli Piceno in collaborazione con l'A.R.CO.M.

Direttore della Corale e organista del Santuario è il maestro Alessandro Barchetta. Ha espletato gli studi di Musica presso la Pia Società S. Paolo in Roma dall'anno 1962 all'anno 1968, e, precisamente: musica sacra - canto - gregoriano e organo classico. E' stato organista presso le Seguenti Basiliche e Chiese: Roma -Chiesa Pia Società S. Paolo film; Alba (CN) Tempio Basilica S. Paolo; Velletri (RM); Firenze Basilica S. Lorenzo; S. Agata Feltria (Rimini); Ancona Chiesa dei Servi di Maria; Montemonaco (AP) Chiesa Parrocchiale;- Santuario Madonna dell'Ambro Montefortino (Fermo) ove attualmente è organista titolare dirigendo nel contempo la Corale. Esterna principalmente canto gregoriano, facendo si che l'essenziale del repertorio di queste sacre melodie sia conosciuto dal popolo.

Presidente della corale è Maria Cristina Barelli che con tanta premura e passione anima, incoraggia e sostiene i componenti del coro donando loro l'entusiasmo per continuare a cantare e lodare il Signore.

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